Ci sono giorni in cui non hai voglia di rimanere acceso.

Giorni stanchi, arrabbiati, delusi, pesanti come pochi altri ne hai vissuti nella tua vita. Giorni da perdere nella memoria, da lasciar passare velocemente, da annegare in un ricordo bello e appassionato. Perché c’è sempre qualcosa di piacevole da ricordare che possa mettere da parte il presente. Almeno, per un po’.

Eravamo convinti che tutto ci fosse dovuto, che nulla ci potesse fermare. Certi di avere in mano il nostro quotidiano, liberi di scegliere come impiegarlo. Era bello anche sbagliare, perché in un modo o nell’altro c’era sempre la possibilità di rimediare. Avevamo paura, sì, ma quel tanto che bastava per dare un senso di gioia alla nostra esistenza.

Ora quella paura si è fatta inquietudine. Basta accendere la tv per vedere il ritratto di un mondo diverso, più fragile, insicuro, spaventato. Come poche altre volte nella sua storia. E allora ci tornano alla mente le parole di Robert Louis Stevenson, che dalle tenebre fece uscire quel signor Hyde che chissà quante volte, nei momenti più ingarbugliati della nostra esistenza, abbiamo scambiato per il dottor Jekyll: “Tieni per te le tue paure, ma condividi con gli altri il tuo coraggio”.

Ecco, rimaniamo accesi. Insieme.